Un viadotto del Trenino Verde della Sardegna immerso nella vegetazione
Il Trenino Verde della Sardegna (tratta Sassari-Palau) — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un modo di guardare l'Ogliastra che non passa dalla spiaggia. Parte dal mare di Arbatax, sale verso l'interno e procede a una velocità che oggi sembra quasi un dispetto: è il Trenino Verde, ferrovia turistica a scartamento ridotto che attraversa una parte di Sardegna difficile da vedere in altro modo.

Una ferrovia nata per unire

Le linee a scartamento ridotto dell'isola nascono per collegare paesi dell'interno che le strade raggiungevano male o non raggiungevano affatto. Binari più stretti significavano curve più chiuse, opere meno costose e la possibilità di seguire il profilo del terreno invece di forzarlo. Quello che allora era un compromesso tecnico è diventato, con il tempo, il motivo per cui questi tracciati risultano così panoramici.

Con l'arrivo delle strade moderne il traffico ordinario si è spostato altrove e molte tratte hanno cambiato vocazione, diventando percorsi turistici. Il treno non serve più a spostarsi in fretta: serve a vedere.

Il tracciato verso il Gennargentu

La linea Arbatax-Gairo misura sessantadue chilometri e tocca Tortolì, Elini, Lanusei, Arzana, Villagrande e Gairo Taquisara. Negli ultimi anni, però, la tratta effettivamente esercitata è quella fra Arbatax e Lanusei, circa trentaquattro chilometri: meno della metà del percorso storico, ma sufficiente a compiere l'intero salto dal livello del mare alle pendici montuose.

È questo dislivello a rendere il viaggio interessante. Si parte con il mare alle spalle e nel giro di poche decine di chilometri ci si trova fra boschi e versanti, con il paesaggio che cambia gradualmente sotto gli occhi invece di scorrere via.

Consiglio pratico: verificate il calendario delle corse sui canali ufficiali del gestore prima di organizzare la giornata. Il servizio è stagionale e le date non sono le stesse ogni anno: è l'unico dato che conviene controllare all'ultimo momento.

Il paesaggio dal finestrino

Il tracciato alterna tratti aperti e tratti chiusi dalla vegetazione. In alcuni punti la vista si spalanca sulla vallata e si intuisce la linea di costa lasciata poco prima; in altri il convoglio procede fra pareti di roccia e macchia, con i rami che quasi sfiorano i vetri.

Ci sono viadotti, curve strette e gallerie: opere pensate per adattarsi alla montagna invece di superarla di forza. Chi viaggia con bambini scopre che l'attenzione regge bene, perché il ritmo lento fa sì che ogni cambiamento del paesaggio sia percepibile, invece di sfuggire in un lampo.

I paesi lungo la linea

Il percorso attraversa centri che raccontano l'Ogliastra dell'interno. Elini conserva una piccola stazione in pietra, di quelle costruite quando le stazioni erano edifici pubblici e non semplici fermate. Lanusei, capolinea attuale, sta in posizione panoramica sulle pendici del Gennargentu e permette di allungare la giornata con una passeggiata prima del rientro.

Vale la pena arrivare con l'idea di fermarsi un po'. Da Arbatax a Lanusei si contano circa mezz'ora d'auto, il che rende semplice combinare il viaggio in treno con un rientro autonomo, oppure organizzare la giornata in modo flessibile a seconda degli orari disponibili.

Stagionalità e ritmo del viaggio

Il servizio è stagionale e funziona a calendario, con corse concentrate nei mesi di maggiore affluenza. Non è una linea su cui si sale all'improvviso: la data e l'orario vanno verificati per tempo, e la giornata va costruita intorno alla corsa e non il contrario.

Detto questo, il valore del Trenino Verde non sta nella destinazione ma nel modo di arrivarci. In una vacanza fatta soprattutto di mare, una giornata passata a salire lentamente verso l'interno riequilibra il quadro: si capisce che l'Ogliastra non è solo una costa, ma un territorio che dalla spiaggia arriva alla montagna in pochissimo spazio. E si torna alla sera con la sensazione di aver visto qualcosa che dall'auto, sulla strada, sarebbe sfuggito.

Dal mare all'interno dell'Ogliastra

Villa Diletta è ad Arbatax, dove ha origine la linea del Trenino Verde, e a circa mezz'ora d'auto da Lanusei: una base comoda per alternare giornate di mare ed escursioni verso l'interno, con parcheggio gratuito, giardino e terrazza.