Il nuraghe dell'area archeologica di S'Ortali 'e su Monti, a Tortoli
Il nuraghe di S'Ortali 'e su Monti — foto: SebComelli · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva ad Arbatax porta con sé, quasi sempre, un'idea precisa di vacanza: il porto, il porfido rosso sul mare, le giornate lente lungo la costa. Basta però risalire di qualche chilometro verso l'interno perché il paesaggio cambi registro e cominci a raccontare una storia molto più antica. A circa dieci minuti d'auto dalla frazione, in località San Salvatore, lungo la strada che porta verso Orrì, si trova l'area archeologica di S'Ortali 'e su Monti: uno dei modi più diretti, in Ogliastra, per capire che cosa sia stata la civiltà nuragica.

Tre millenni raccolti su due colline

Il complesso sorge su due colline contigue, a circa cinque chilometri dal centro di Tortolì, e ha una caratteristica che lo rende particolarmente istruttivo: mette insieme, in uno spazio raccolto, monumenti costruiti in epoche lontanissime fra loro. Ci sono le domus de janas scavate nella roccia, i menhir di granito, due dei quali datati fra il 2700 e il 1800 a.C., e un circolo megalitico: tutte testimonianze delle fasi prenuragiche, fra il IV e il III millennio a.C.

Accanto a queste si alza il nuraghe, con la torre centrale a tholos costruita in grandi blocchi di granito e un antemurale a più torri. Poco distante si trovano la tomba dei giganti, databile attorno al 1500 a.C., e i resti di un villaggio. Nel suo insieme il sito attraversa circa tre millenni di preistoria, dalle prime tracce prenuragiche fino ai monumenti dell'età del Bronzo e del primo Ferro. È una stratificazione che di solito si studia sui libri e che qui si può invece percorrere a piedi, passando da un'epoca all'altra in pochi minuti di cammino.

Che cosa si vede camminando

La visita non richiede allenamento particolare, ma resta un percorso all'aperto su terreno naturale, fra granito affiorante, macchia bassa e piante mediterranee. Si sale con calma, si gira attorno alle strutture, ci si ferma a osservare la muratura da vicino: l'incastro dei blocchi, la scelta delle pietre, il modo in cui l'architettura segue l'andamento della collina. Davanti alla tomba dei giganti si intuisce lo spazio in cui la comunità si radunava; davanti ai menhir, la volontà antica di lasciare un segno verticale nel paesaggio.

È un luogo che premia la lentezza. Chi passa di corsa da un monumento all'altro vede soprattutto pietre; chi si concede mezz'ora in più comincia a leggere un insediamento, con la sua posizione rialzata sulla piana, il rapporto con l'acqua e con i pascoli, la scelta di due rilievi vicini come baricentro della vita quotidiana.

Consiglio pratico: scegli le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio. L'ombra lungo il percorso è scarsa e nelle ore centrali dell'estate il granito restituisce calore; scarpe chiuse, acqua e cappello rendono la visita molto più serena.

Perché è una buona introduzione alla civiltà nuragica

Molti visitatori incontrano i monumenti nuragici in ordine sparso, un nuraghe qui, una tomba dei giganti là, senza riuscire a metterli in sequenza. S'Ortali 'e su Monti offre invece una sintesi rara: il mondo prenuragico dei menhir e delle domus de janas, il nuraghe con il suo sistema difensivo, l'architettura funeraria, l'abitato. Dopo questa visita gli altri siti dell'isola diventano più leggibili, perché si è visto in un solo luogo come le diverse funzioni si distribuivano nello spazio.

C'è poi un aspetto meno accademico. Il sito si trova a mezza strada fra il mare e le colline e restituisce il senso di un territorio dove la vita non è mai stata soltanto costiera: l'Ogliastra è fatta anche di pastorizia, granito e valli interne, e qui la cosa si vede con chiarezza.

Come prepararsi alla visita

Poche accortezze cambiano molto l'esperienza:

  • scarpe chiuse con suola scolpita, perché il terreno è irregolare e la roccia levigata può essere scivolosa;
  • acqua a sufficienza, cappello e protezione solare, dato che i tratti ombreggiati sono pochi;
  • abbigliamento leggero ma coprente, utile fra macchia bassa e sterpaglia;
  • tempo: conviene calcolare almeno un'ora e mezza per una visita senza fretta.

Apertura e visite guidate variano nel corso dell'anno: prima di mettersi in strada conviene informarsi in anticipo, soprattutto fuori stagione, quando l'accesso può seguire modalità più ridotte.

Come inserirla nella giornata

Il ritmo più comodo, in estate, è quello di uscire presto. Da Arbatax il tragitto è breve, una decina di minuti d'auto, e si arriva quando la luce è ancora bassa e il caldo lontano. Finita la visita si rientra per le ore centrali, magari facendo tappa nel centro di Tortolì, a circa quattro chilometri dalla frazione, e si riprende nel tardo pomeriggio verso il mare.

Per chi soggiorna a Villa Diletta questo schema funziona bene: il giardino e la terrazza sono il posto giusto per la pausa più calda, e la vicinanza al sito permette di dedicargli una mattina senza rinunciare al resto della giornata. L'archeologia, qui, non è una deviazione: è il modo più semplice per capire dove ci si trova.

Una base tranquilla per esplorare l'Ogliastra

Villa Diletta è una villa indipendente ad Arbatax, con giardino, terrazza e parcheggio gratuito: un punto d'appoggio comodo per dedicare una mattina all'archeologia e il resto della giornata al mare.